Perché Ho Deciso Di Disinstallare Facebook Dal Mio Smartphone Android.

L’altro giorno scorrendo le varie newsletters a cui sono iscritto ho notato il titolo di un articolo che ha attirato la mia attenzione. Facebook for Android and Why Zuckerberg Now Owns Your Ass, che tradotto letteralmente significa Facebook per Android e Perché Zuckerberg Adesso Possiede il Tuo Culo. L’articolo è scritto da Danny Brown un blogger canadese molto conosciuto.

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Photo credit: Thomas Tolkien via photopin cc

Non so perché il titolo mi abbia attirato. Forse perché parlava di Facebook e di smartphone Android ed io li uso entrambi. Forse perché diceva che Zuckerberg possedeva una parte del mio corpo (e che parte!) senza nemmeno informarmi o perlomeno pagarmi l’affitto. Comunque sia, incuriosito sono andato avanti a leggere.

Danny Brown racconta di aver ricevuto l’aggiornamento automatico della app di Facebook sul suo smartphone Android  e avendola trovata molto migliorata nell’aspetto e nelle funzionalità ha condiviso la cosa con alcuni amici su Google+ (se non lo conosci, il social network di Google).

Quasi subito riceve un commento da un suo amico che lo informa di non aver aggiornato l’applicazione perché si è accorto che la nuova versione può accedere praticamente a tutto il contenuto del telefonino senza dover ulteriormente chiedere autorizzazione.

Più precisamente può leggere i tuoi SMS e MMS, fare chiamate per conto tuo o determinare la tua posizione con il GPS senza che tu debba necessariamente saperlo.

Essendo un esperto di marketing e di internet e conoscendo la scarsa propensione al rispetto della privacy da parte di Facebook, Danny Brown ha disinstallato la app e rifatto la procedura di installazione per vedere nel dettaglio quali fossero queste richieste di autorizzazione.

Effettivamente era proprio come aveva detto l’amico.  Consentendo l’aggiornamento dell’applicazione si autorizza Facebook a fare diverse operazioni tra cui:

  • Leggere i messaggi di testo, sia SMS che MMS.
  • Leggere e salvare i dati relativi ai contatti, incluso la frequenza delle chiamate, delle email o delle altre comunicazioni.
  • Aggiungere o modificare gli eventi in calendario e inviare e-mail senza autorizzazione da parte del proprietario.
  • Leggere gli eventi del calendario, inclusi quelli relativi ad amici o colleghi, senza riguardo alla riservatezza degli stessi.

Questa estensione delle autorizzazioni già presenti, sembra riguardare solo gli smartphones Android e non anche gli iPhones o i dispositivi Microsoft.

Quello che ha infastidito maggiormente Danny Browb e ha fatto riflettere me, non è il fatto che Facebook vada a leggere determinate parti del dispositivo, cosa in molti casi necessaria perché un’applicazione possa funzionare correttamente, quanto il fatto che FB vada a leggere anche gli SMS e MMS e a controllare e registrare la frequenza delle chiamate fatte e ricevute. Cose che niente hanno a che fare con il corretto funzionamento dell’applicazione.

Nel proseguo dell’articolo che se vuoi puoi leggere qui, Danny Brown critica il comportamento di Facebook, ritenendolo troppo intrusivo della sfera privata.

Facebook e la sua continua fame di informazioni.

Si chiede perché Facebook deve poter leggere i suoi SMS o vedere chi chiama e con quale frequenza? Facebook non è un agenzia governativa e sicuramente non si occupa di questioni di sicurezza nazionale.

Il suo voler leggere SMS, MMS e frequenza delle chiamate risponde alla costante esigenza di FB di acquisire quante più informazioni possibili relative all’utente per poi studiarle ed eventualmente venderle al miglior offerente.

Questo comportamento visto con gli occhi di chi si occupa di marketing potrebbe essere anche giustificato o giustificabile ed addirittura utile. Conoscere più in profondità l’utente aiuta a creare prodotti sempre più vicini alle sue esigenze ed a predisporre campagne di promozione più mirate.

Chi usa Facebook come piattaforma di promozione sa che la sua forza sta proprio in questo.

Una banca dati immensa con oltre un miliardo di utilizzatori mensili che condividono tra di loro, liberamente ed a volte aggiungo io, inconsciamente, gusti, passioni, problemi personali, tutto.

L’utente di Facebook più attento sa di essere sotto l’occhio del Grande Fratello. Sa anche che tutto quello che scrive e condivide all’interno della piattaforma può essere usato per i fini propri dell’azienda FB, e cioè produrre utili e far arricchire Zuckerberg e gli altri azionisti.

Fino a quando tutto questo succede all’interno della piattaforma Facebook può essere anche “accettabile”. La sezione Informazioni ricevute da Facebook e relative modalità di utilizzo che tutti dovrebbero leggere prima di iscriversi al sito è abbastanza chiara su quelle che potrebbero essere le modalità di utilizzo dei tuoi dati.

Che però Facebook o un altro qualsiasi social network richieda l’accesso anche a altre informazioni come SMS o MMS o il registro delle chiamate del tuo telefono spacciandola come necessità per poter offrire un servizio migliore sembra proprio una presa in giro.

Lo sembra anche di più se pensi che con l’acquisto di WhatsApp per la modica cifra di 19 miliardi di dollari, Facebook conosce già il contenuto dei miei e dei tuoi messaggini.

Ti sei mai chiesto perché il caro Mark abbia voluto sborsare così tanto? Non per i 450 milioni di utenti che la utilizzano o per aggredire altri mercati come la Cina.

Quello che vale così tanto è il contenuto di quello che si scambia con WhatsApp. Gli auguri, la lista della spesa, i messaggi d’amore. Tutto. Facebook conosce e vuole conoscere tutto. Proprio come il Grande Fratello di George Orwell.

Ma allora esiste un limite che non siamo disposti a far oltrepassare?

Esiste un posto dove posso dire a mia moglie ti amo senza che Mark Zuckerberg lo venga a sapere e soprattutto senza che ci possa speculare sopra?

Attenzione, non sono così ingenuo da non sapere che tutto quello che viene trasmesso tramite il cellulare viene anche registrato da chi fornisce il servizio di telefonia e che quindi la privacy è pura utopia quando si parla di sistemi informatici.

E non sono così stupido da dire che non utilizzerò più Facebook o gli altri social networks per diletto o per lavoro.

Posso però scegliere di limitare il numero di persone che possono leggere i miei dati restringendolo ad un cerchia di pochi intimi. Io, mia moglie, il fornitore di servizi telefonici, il ministero degli interni, il Mossad e Echelon.

Ecco perché anch’io come Danny Brown ho deciso di disinstallare Facebook dal mio smartphone e di continuare ad utilizzarlo solo tramite il computer.

E tu? Cosa pensi di Facebook e della sua continua fame di dati? Sei disposto a concedergli tutto o c’è un limite che non può superare? Scrivi come la pensi nei commenti.