La Legge di Parkinson e i Miei 7 Metodi Per Sconfiggere la Voglia di Rimandare

Ti è mai capitato di avere tantissimo tempo per finire un progetto e di ritrovarti invece l’ultimo giorno a fare le ore piccole per riuscire a portarlo a termine entro la scadenza? Si? Allora anche tu conosci gli effetti dalla Legge di Parkison. Una legge che condiziona le tue giornate così come quelle di molte altre persone. Oggi ti parlo di come ho imparato ad utilizzarla per cambiare in meglio il modo in cui organizzo il mio tempo e migliorare la mia produttività.

La legge di Parkinson e la gestione del tempo

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La legge di Parkinson all’opera

Il 5 settembre del 2004 mi sono sposato. Come tutte le brave coppie di fidanzati io e mia moglie abbiamo pianificato l’evento con largo anticipo almeno un anno e mezzo prima. Tra tutte le cose da fare una delle più importanti è quella di andare a scegliere l’abito. Mia moglie ha fatto tutto con calma, prendendosi il tempo necessario, in modo da essere pronta per il fatidico giorno senza stress.
Io ho scelto e acquistato il mio abito una settimana prima del matrimonio. Nonostante avessi avuto più di un anno di tempo per potermi organizzare mi sono ritrovato a fare le cose in fretta e furia all’ultimo momento, rischiando di non trovare l’abito o che un contrattempo potesse far andare storto qualcosa.

Un altro esempio?

Nel luglio del 2010 mio padre ci ha lasciati, lasciando un vuoto che solo chi perde una figura così importante può capire. Tra le varie cose burocratiche da svolgere in seguito al decesso di una persona ci sono le pratiche cosìdette della successione. Un po di scartoffie da compilare e uffici da visitare per fare in modo che le proprietà del defunto vengano trasferite in capo agli eredi. La legge concede un anno di tempo per presentare le pratiche, partendo dalla data del decesso. 365 giorni di tempo a mia disposizione per preparare e presentare 20 fogli stampati più varie fotocopie. Ho finito per depositare gli atti 5 giorni prima della scadenza. Si hai capito bene. Solo 5 giorni prima, anche se avevo 365 giorni di tempo per farlo con tutta calma.

Adesso starai pensando. Ho capito. Due storielle per farmi sapere che sei uno scansafatiche. Un pigro.

Invece no. Queste due storie sono un esempio della legge di Parkinson all’opera.

Cosa è la legge di Parkinson

La legge di Parkinson recita così:

Il lavoro si espande fino ad occupare tutto il tempo disponibile; più è il tempo e più il lavoro sembra importante e impegnativo. – Cyril Northcote Parkinson

In altre parole più tempo hai per fare una cosa più tenderai a riempire quel tempo con attività che nulla hanno a che fare con il tuo progetto. Più è il tempo concesso al tuo progetto maggiore sarà l’importanza attribuita dal tuo subconscio al progetto stesso.

Adesso dimmi se anche le tue giornate non sono influenzate da questa legge.

Altri esempi?

Tema di italiano all’esame di maturità. Tempo concesso sei ore. Tempo utilizzato per scriverlo, un ora. L’ultima.

Quella bolletta che hai nel cassetto. Quando scade? Tra un mese. Quando la paghi? L’ultimo giorno facendo la fila alle poste e rischiando di pagarla in ritardo perché quel giorno distribuiscono le pensioni e troverai un’orda di vecchietti prima di te, che figurati se ti fanno passare (per questo hanno inventato gli addebiti diretti sul conto).

Magari potresti obiettare. Perché dovrei pagare la bolletta in anticipo? Il problema non sono i soldi. Arriveresti l’ultimo giorno anche se si trattasse solo di presentare un foglio allo sportello.

Esame all’università. Hai due mesi per prepararlo con calma e senza stress. E’ un esamino da niente. Basterebbero quindici giorni per essere pronti. Ma allora perché ti ritrovi l’ultima settimana a studiare come un dannato/dannata con la paura di non farcela?

Potrei continuare all’infinito. Se vuoi continuare tu, pensa anche solo alla tua giornata di ieri e vedrai che troverai qualche attività che rientra in tale legge.

7 metodi per sfruttare la legge di Parkinson e sconfiggere la procrastinazione.

Gli effetti della legge di Parkinson sono sempre stati sotto i miei occhi. Gli inglesi la chiamano procrastination, ovvero procrastinazione un termine che noi usiamo pochissimo. Altro non è che rimandare a domani quello che puoi fare oggi.

A volte ne ho pure captato il funzionamento e inconsciamente ho adottato delle soluzioni per combatterla, come per esempio anticipare la scadenza. Mi sono sempre meravigliato di come la mia produttività a ridosso di una scadenza fosse maggiore rispetto al periodo precedente.

Se aspetti fino all’ultimo minuto, ci vorrà solo un minuto per farlo – Corollario alla Legge di Parkinson

Solo qualche anno fa leggendo il libro 4 Ore Alla Settimana di Tim Ferriss, ho capito che se avessi imparato ad utilizzarla, le mie giornate, lavorative e non, sarebbero cambiate in meglio.

Facendo qualche ricerca mi sono reso conto che esiste un’intera letteratura, soprattutto anglosassone, sulla procrastinazione. Esistono inoltre moltissimi blog che ne parlano e ti insegnano metodi per sconfiggerla.

Ho cercato di metterne in pratica qualcuno ed ho visto che volendo la voglia di rimandare si può sconfiggere o almeno limitare.

Per la maggior parte si tratta di suggerimenti molto semplici, che potrebbero sembrarti anche banali, in quanto appartengono al buon senso. Ma come sai non sempre il buon senso viene applicato. Altrimenti nessuno fumerebbe, faremmo tutti esercizio fisico e nessuno si lancerebbe in autostrada a 200 km all’ora.

Ecco 7 metodi che ho imparato ad utilizzare e che mi hanno aiutato a sconfiggere la mia voglia di rimandare:

  1. Falla subito. E’ la regola che sta alla base del metodo Getting Things Done di David Allen. Se un compito richiede meno di due minuti per essere eseguito, fallo subito. Era anche il suggerimento che mi dava sempre mio padre quando dovevo fare una cosa. Fachela como! che tradotto dal sardo significa appunto falla adesso. La maggior parte delle cose che dobbiamo fare richiedono veramente pochi minuti di tempo. Perché portarle avanti nel tempo quando basta un minuto per farle e archiviare il problema?
  2. Anticipa la scadenza. Quel tuo progetto richiede un mese di tempo per essere eseguito? Fissa la tua scadenza a tre settimane e lavora come se quella fosse la data effettiva. Vedrai come riuscirai a finire entro quella data ed avrai eventualmente una settimana in più per gli imprevisti o per perfezionare il tuo lavoro. Attento però a non esagerare. Avere una scadenza pressante deve essere uno stimolo ma non vuol dire che devi lavorare in modo frettoloso o superficiale. Io per esempio divido sempre in due il tempo a mia disposizione e ho visto che il più delle volte tanto basta per portare a termine il mio compito.
  3. Concentrati. Uno dei problemi per cui non riusciamo a finire quello che dobbiamo fare è che siano continuamente distratti da mille altri input. Principalmente non siamo concentrati o non riusciamo a farlo. Televisione, smartphones, sms, email, Facebook, bambini che giocano nella stanza accanto etc. A volte è proprio difficile concentrarsi. Se hai un lavoro da finire fai come me. Stacca tutto. Chiuditi a chiave la porta del tuo ufficio e metti il cartello “Non Disturbare”. Informa tutti i tuoi colleghi, amici, parenti che da una certa ora ad un altra non vuoi essere disturbato. Se usi il computer e sei tentato di andare su internet o Facebook utilizza software come Cold Turkey per bloccare applicazioni e siti per un determinato periodo di tempo.
  4. Impara a dire no. Se sei come me non riesci proprio a dire no a chi ti chiede una mano. Tua madre che ti dice di dare uno sguardo al riso sul fuoco mentre stai studiando, un amico che ha bisogno di una consulenza urgente. Lasci tutto e ti lanci in aiuto del prossimo. Pensi di essere un buon samaritano? Forse si. In alcuni casi però altro non è che la legge di Parkinson all’opera. Il più delle volte infatti chi ti chiede una mano non ha bisogno di aiuto proprio in quel momento. Invece tu interrompi il tuo lavoro, studio, ginnastica ecc per aiutare chi te lo chiede. Così facendo stai solo inconsciamente rimandando il tuo lavoro. Stai trovando una giustificazione socialmente utile per spostare a dopo quello che invece dovresti fare. Quando mi sono accorto di questa cosa ho imparato a dire cortesemente no. Non vuole dire che devi diventare un orso. Segna il tuo nuovo impegno nella tua to-do list e fissa un appuntamento sul tuo calendario. Vedrai che il tuo lavoro ne beneficerà e non dovrai sacrificare il tuo spirito da buon samaritano.
  5. Suddividi il compito in fasi. A volte il progetto che dobbiamo portare a compimento è veramente imponente, sia come mole di lavoro sia come peso psicologico. Io divido sempre i progetti grandi in vari sotto progetti e definisco scadenze per ognuno di questi. Il raggiungimento di traguardi parziali è meno stancante e ti stimola a continuare.
  6. Fissa un’ora precisa per fare una cosa. Un altro motivo perché continui a rimandare quello che devi fare è che non fissi un’ora ben precisa per farla. Lo faccio domani non va bene. Devi impegnarti a fissare un’ora esatta come se avessi un appuntamento con qualcuno. In effetti hai un appuntamento con te stesso. Quindi segna sulla tua agenda un’ora per il tuo progetto e presentati all’appuntamento.
  7. Fai le cose difficili per prime. Ognuno di noi ha dei momenti della giornata in cui è più reattivo e più pronto all’azione. Per esempio io lavoro meglio la mattina presto o nel primo pomeriggio. Cerco quindi di utilizzare questi periodi per fare le cose più complicate o che mi impegnano maggiormente. Ho notato che finire un lavoro complicato all’inizio della giornata mi lascia un senso di soddisfazione che si propaga poi su tutto quello che faccio successivamente.

Esistono moltissimi altri stratagemmi per aiutarti nel difficile compito di non rimandare a domani. L’importante è essere coscienti che la legge di Parkinson è lì sempre in agguato. Sta a te saperla riconoscere ed adottare le misure per contrastarne gli effetti. Forse è quasi impossibile sconfiggerla completamente ma se fai un piccolo passo ogni giorno vedrai che i risultati arrivano.

Se sei interessato all’argomento un blog, anzi il blog, che ti consiglio di leggere è EfficaceMente di Andrea Giuliodori. Trovi moltissimi spunti e anche l’ebook Start! La guida pratica per sconfiggere la procrastinazione.

E tu? Hai dei metodi per sconfiggere la voglia di rimandare? Fammelo sapere nei commenti.

  • Ciao Paolo, io sono affetto da procrastinazione cronica 😀

    Per l’ebook che sto scrivendo da vendere in self-publishing ho adottato senza saperlo uno di quei modi: l’appuntamento con me stesso. 2 ore al giorno fisse, anche se nel fine settimana due giorni possono saltare.

    Anche a me succedeva la stessa cosa coi temi e gli esami, “Tanto c’è tempo”, dico sempre. Ora proverò a mettere in pratica questi consigli, hai visto mai che la sconfiggo? 😀

  • Paolo_Sini

    Ciao Daniele, quello dell’appuntamento con se stessi è un ottimo metodo a patto di presentarsi.
    Anche io lo uso ma a volte mi do buca da solo :-).

    Ho notato che se prendo un impegno con altri, per esempio un cliente, sono molto attento alle scadenze e riesco a finire e consegnare il lavoro entro la data prefissata.

    Se invece prendo un impegno con me stesso sono un po’ (molto) più indulgente.

    Quando mi voglio veramente costringere a portare a termine un progetto allora mi impegno pubblicamente, per esempio coinvolgendo mia moglie o un amico.

    Per il tuo e-book potresti annunciare ai lettori del tuo blog che lo pubblicherai entro una certa data. Tu sarai costretto a finirlo e noi potremo finalmente leggerlo.:-)

    Se poi ti vuoi fare veramente male puoi usare un servizio come stikK.com dove ti impegni a finire il tuo progetto entro una certa data e metti sul piatto una somma di denaro che, in caso di fallimento, verrà devoluta in beneficenza ad un Ente che odi (quando si suol dire un’americanata!)