Facebook e il Trattamento Dei Dati Personali in Italia e Negli USA

Nel mio ultimo post ti ho parlato del motivo che mi ha spinto a disinstallare l’applicazione di Facebook dal mio smartphone Android. Non sono ossessionato dalla privacy, ma oggi ti voglio far notare una curiosità che ho notato proprio scrivendo quel post.

Internet Privacy

Photo credit: DonkeyHotey via photopin cc

Voglio farti vedere come Facebook utilizzi un linguaggio diverso per richiedere l’autorizzazione ad accedere al tuo smartphone e quindi ai tuoi dati, a seconda che tu sia inglese o italiano.

Per farlo ho preso le immagini condivise da Danny Brown nel suo articolo e le ho messe a confronto con quelle del mio cellulare durante l’installazione della App di Facebook dal play store di Google in italiano.

Ho scoperto che i due testi seppur simili nel significato sono notevolmente diversi se lo si guarda con occhi più attenti.

Iniziamo con il testo relativo all’autorizzazione alla lettura dei tuoi messaggi.

Questo è quello in lingua inglese:

Facebook App Androis SMS e MMS Inglese

La traduzione letterale sarebbe:

Leggere i tuoi messaggi di testo (SMS o MMS)

Consente alla app di leggere i messaggi SMS salvati sul tuo telefono o sulla SIM card. Questo consente alla app di leggere tutti i messsaggi SMS, a prescindere dal contenuto o dalla confidenzialità.

Questa invece è la videata del mio cellulare con il testo in italiano.

Facebook App Android SMS e MMS Italiano

Come puoi vedere la traduzione potrebbe sembrare simile ma presenta delle differenze sostanziali.

Nel testo italiano manca la parola tutti e non si fa alcun riferimento al contenuto o alla confidenzialità dei messaggi. Forse tale riferimento è dato per scontato oppure la traduzione si è persa qualche pezzo per strada? O sarà forse che negli Stati Uniti ed in Canada tale tipo di informazione sensibile è più sensibile che in Italia?

Facebook-App-Android-Dati-Contatto-ENG

Questa è la videata sull’autorizzazione a leggere i tuoi contatti.

Leggere i tuoi contatti

Consente all’applicazione di leggere i dati relativi ai tuoi contatti salvati sul tuo telefono, inclusa  la frequenza con la quale hai chiamato, mandato email, o comunicato in altri modi con gli individui specificati. Questa autorizzazione consente all’applicazione di salvare i dati dei tuoi contatti, e applicazioni dannose potrebbero condividere i dati dei tuoi contatti senza la tua conoscenza.

Che per gli italiani invece è così.

Facebook App Dati Contatto ITA

Secondo te sono uguali?

Perché per noi italiani non si fa alcun riferimento a la frequenza con la quale hai chiamato, mandato email, o comunicato in altri modi con gli individui specificati?

Perché non si fa riferimento al fatto che l’applicazione può salvare i dati dei tuoi contatti? 

Leggere i contatti e salvarli sono cose completamente diverse. E la differenza non mi sembra poi così irrilevante.

Queste sono solo due videate di esempio ma potrei mostrartene anche altre.

La differenza di trattamento dei dati personali in Italia e negli USA

Come hai potuto vedere i testi italiani sono molto più lacunosi e meno precisi di quelli in lingua inglese, tralasciando dei dettagli importanti che ti fanno capire come il trattamento dei dati e quindi della privacy sia completamente diverso in Italia rispetto agli Stati Uniti.

Non credo infatti che le differenze siano dovute a sfumature nella traduzione. E non credo nemmeno che i legali di Facebook non conoscano la normativa italiana sulla privacy.

Credo invece che negli USA ci sia molta più attenzione per queste cose e quindi sia obbligatorio specificare in modo dettagliato ed esplicito l’utilizzo che si farà dei dati acquisiti, mentre in Italia è tutto più soft, più all’acqua di rose.

Negli Stati Uniti o in Canada le informazioni sono così dettagliate che possono portare l’utente a decidere di non installare l’applicazione, come ha fatto Danny Brown.

Il testo italiano invece, posto che qualcuno lo legga, essendo più soft fa apparire la cosa meno importante.

Tanto cosa ce ne frega a noi italiani che Facebook o Google o qualunque altro soggetto possa leggere i dati dei nostri cellulari, sapere con quale frequenza chiamiamo nostra madre o determinare con il GPS quante volte andiamo in bagno?

Per noi l’importante è che non si paghi.

Che la app sia gratuita. Se poi le consentiamo di leggere i nostri dati senza neanche chiederci il permesso cosa importa. Tanto nei nostri cellulari non c’è niente di importante.

Non siamo mica Snowden o Berlusconi.

L’importante è che possiamo giocare a Candy Crush o Ruzzle senza pagare un centesimo.

E poi non abbiamo il Garante della Privacy? Non lo paghiamo proprio per salvaguardare queste cose?

E’ vero. Non ci avevo pensato. Allora posso tornare tranquillo alla mia partita a Candy Crush! O forse no!

Tu cosa ne pensi? Se vuoi scrivimi un commento.

  • Hi Paul,

    Thanks for extending the conversation around the Android app – it’s definitely a topic that seems to have people talking, and that’s a good thing.

    It very well could come down to the differing privacy laws. I’m originally from the UK (I moved to Canada in 2006) and the EU is far more stringent than North America. Having said that, Canada has butted heads with Facebook before over privacy concerns, and forced them to change the way data is collected and stored when it comes to Canadian users, so don’t be surprised if this app’s Permissions are looked at as well.

    As you mention, on the web privacy is pretty much a foregone conclusion; but when an app that has nothing to do with messaging wants access to you SMS, that should raise alarm bells for users.

    Thanks again for continuing the conversation,

    Danny.

    • Paolo_Sini

      Ciao Danny,
      it’s a honor having you commenting on my blog.
      Web privacy is a very sensitive topic and sometimes it’s underestimate by most of the users.

      I think I’m pretty careful about these things, but I’ve never paid attention to requests for permission during the installation of apps. At least until I read your post. As you said, it raised an alarm bell for me.
      I have checked all the other apps on my phone but none of them has that kind of permission.
      That’s why I decided to follow you and uninstall the FB app.

      The problem is that most of the users are unaware of what an app can do, what kind of informations they are allowing to see or collect and how these informations can be used.

      I also think that it’s more a matter of principle rather than of substance. In fact, in Italy as also in other Countries the use of SMS is slowly giving way to apps like Facebook messenger and Whatsapp.

      We are serving our data to Mr. Zuckerberg on a golden plate.

      But if we are aware of that, it’s up to us to decide what we want him to have, and how and when.

      Thanks again for being here.

      • Andrea Sandu

        Ciao Paolo,

        Questo articolo e vecchio ma tanto attuale!

        Great article! Same things you have seen about Facebook app on Android I have seen about many apps on Android smartphones. I’m living in Romania and I am not sure about privacy laws and Facebook here, but every time an app has to be install on your smartphone it gives you messages and actually quite very few of them have the NO warning about access to your SMS etc.
        The problem is nowadays people are in a hurry and do not pay attention to wording and their meaning. They trust others and other companies like they trust themselves but there are many times when we should just be skeptical and well informed and be wise.

        Some friends will argue that you can’t hide from any of those who want to find info about you. Yes, true. Many of our private data are stored on different accounts and cards that can be stolen etc. But stealing my info is one thing while giving them access myself is another 🙂

        Auguri!

        • Paolo_Sini

          Ciao Andrea,

          hai ragione il post è un po’ datato ma il problema della privacy è sempre più attuale.

          Come hai detto tu abbiamo sempre più fretta e non vediamo l’ora di provare l’ultima app. Ma abbiamo comunque la possibilità di scegliere cosa fare.

          L’importante è essere coscienti del fatto che i nostri dati e quindi la nostra privacy hanno un valore e siamo comunque noi che decidiamo a chi affidarli e con cosa scambiarli.

          Grazie per essere passato di qua.

          Hi Andrea,

          you’re right, the post is a little dated but the privacy problem is ever more present.

          Like you said, we live more and more frenetically and we can not wait to try the coolest app of the moment.

          But we still have the opportunity to choose what to do.

          The important thing is to be conscious of the fact that our data and therefore our privacy have a value and we are still the ones who decide who to entrust them and with what exchange them.

          Thanks for stopping here.

          • Andrea Sandu

            Ciao Paolo,

            Hai raggione!
            Quello che dimentichiamo e che abbiamo la liberta di scegliere e rinunciamo a la nostra liberta troppo facile 🙂 E qualcosa ce facciamo nella vita in genere 🙂

            (sorry for not adding the accents, I am not used to typing in Italian)
            Yes, you are right!
            What we forget is that we have the freedom to choose and we give up our freedom too easily 🙂 It’s something we do in life in general 🙂

            Wish you the best in what you do!

  • Giovanni

    ciao Paolo, ma sei sicuro che quei testi non siano stati inseriti da Google Play Store, piuttosto che da Facebook ?

    • Ciao Giovanni,
      Google o Apple in quanto proprietari del sistema operativo che gestisce lo smartphone obbligano gli sviluppatori delle app ad evidenziare quali autorizzazioni sono necessarie per attivare le diverse funzionalità. Questo per garantire la sicurezza. Per questo le app presenti su Google Play o su Apple Store devono essere conformi a delle norme ben precise. La app di Facebook ha bisogno di tutte quelle autorizzazioni per poter funzionare. Altrimenti il messenger, la ricerca degli amici nella rubrica e tutte le altre funzionalità non funzionerebbero.
      Il dilemma è: sono disposto a far leggere tutti i miei dati dalle app, senza conoscere esattamente come questi dati vengono usati?
      E soprattutto, chi scarica e installa una app è consapevole delle autorizzazioni che sta rilasciando?
      E’ come il problema delle “clausole vessatorie” nei contratti di telefonia o di assicurazione. Non le legge mai nessuno perché sono scritte talmente in piccolo che non si vedono. Fino a quando non ci capita di dover dare disdetta o di avere un incidente e scoprire che all’art. 15 paragrafo 3 lettera z, c’è scritto che non si può dare disdetta pena il pagamento di una mora di 300 euro oppure che il tipo di incidente che ci è capitato non è compreso tra quelli indennizzabili.
      Grazie per aver commentato sul mio blog.

    • Paolo_Sini

      Ciao Giovanni,
      Google o Apple in quanto proprietari del sistema operativo che gestisce lo smartphone obbligano gli sviluppatori delle app ad evidenziare quali autorizzazioni sono necessarie per attivare le diverse funzionalità. Questo per garantire la sicurezza. Per questo le app presenti su Google Play o su Apple Store devono essere conformi a delle norme ben precise. La app di Facebook ha bisogno di tutte quelle autorizzazioni per poter funzionare. Altrimenti il messenger, la ricerca degli amici nella rubrica e tutte le altre funzionalità non funzionerebbero.
      Il dilemma è: sono disposto a far leggere tutti i miei dati dalle app, senza conoscere esattamente come questi dati vengono usati?
      E soprattutto, chi scarica e installa una app è consapevole delle autorizzazioni che sta rilasciando?
      E’ come il problema delle “clausole vessatorie” nei contratti di telefonia o di assicurazione. Non le legge mai nessuno perché sono scritte talmente in piccolo che non si vedono. Fino a quando non ci capita di dover dare disdetta o di avere un incidente e scoprire che all’art. 15 paragrafo 3 lettera z, c’è scritto che non si può dare disdetta pena il pagamento di una mora di 300 euro oppure che il tipo di incidente che ci è capitato non è compreso tra quelli indennizzabili.
      Grazie per aver commentato sul mio blog.